Signore degli Incompiuti (Matteo 5,1-37 ) Sesta domenica tempo Ordinario anno A

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foto: Madonna del Monte, strada verso il santuario

sesta domenica TO A liturgia parola

Signore degli Incompiuti

(Matteo 5,1-37 )

Sesta domenica tempo Ordinario anno A

 

Perché non ne posso più

di chi abolisce il passato con sorriso sufficiente,

di chi ha sempre bisogno di smarcarsi dalla memoria,

di che segna il territorio alzando le zampe, come i cani,

illudendosi padrone. Non ne posso più

di chi trova sempre colpevoli,

di chi sa solo ripartire da capo, che poi è sempre e solo un contorcersi in sé.

Non ne posso più, nemmeno di me, per quando ostento distanze e sputo condanne per non ammettere paure.

Forse è anche per questo che mi sono innamorato di Te,

che non abolisci ma porti a compimento,

e accarezzi questa vita in movimento, trasformandoci in funamboli sempre a un passo da noi stessi.

Mi sono innamorato di Te, Signore degli Incompiuti, di chi, per fortuna, non può portarsi a pienezza perché vive costantemente in equilibrio tra terra e cielo, sempre a un soffio dal divino abbraccio.

Mi sono innamorato di te quando ho sentito che potevo sentirmi ancora nel grembo della vita, e che il mio primo vagito era solo l’inizio di questa gravidanza a piena umanità. Mi sono innamorato di Te quando ho sentito che solo l’amore porta a compimento. Perché sono stanco di chi ancora non ha capito che vero è solo l’occhio innamorato.

E con occhi innamorati liberare la Legge, fino all’ultimo trattino, strapparla dall’aridità dei codici, dalla follia della presunta oggettività, dalla banalità di chi si accontenta di applicarla, dalla paura di chi crede che sia lei ad aver bisogno di difesa. La Legge ha bisogno di essere usata in un gesto rivoluzionario d’amore, solo così si libera, e si porta a compimento. Nemmeno uno iota lasciare nella mano di chi non ha più coraggio di vivere per liberare il fratello.

Baciare, accarezzare, fare l’amore con la Legge e con la Profezia, fidarsi solo degli innamorati, sentirsi parte di un mondo in evoluzione, in perenne compimento.

E poi insegnare, in-segnare, segnare dentro, lasciare che la vita scriva il suo tratto sulle pareti dell’anima, scrivere sui muscoli con inchiostro di desiderio, non aver paura del Segno, amare fino a stordirsi, e sbagliare senza pietà, godere delle cicatrici riportate per ingenuità. Per quell’amore senza senso che segna come lama, che incide, che non si rimargina mai.

E non aver paura di lasciar scorrere il flusso delle cose,

stare nelle arterie della storia,

e non accontentarsi.

Gli innamorati non si accontentano mai.

E non basta non uccidere, occorre osare riconciliazioni, sfoderare la folle lama del perdono.

E non basta rispettare i confini della morale, occorre farsi a pezzi per amore, e gettare lontano tutto ciò che non è all’altezza dell’innamoramento, fosse pure il nostro occhio o la nostra mano.

E non ripudiarla la vita,

non ripudiarla mai,

nemmeno quando ti ha tradito,

nemmeno quando l’hai tradita tu.

E non giurare, mai,

diventa tu il tuo giuramento.

E non aver paura di ferire,

se ami devi ferire,

e dire “sì”,

e dire “no”.

Gli innamorati sono folli

e temerari

camminano il filo delirante degli estremi.

A loro giurare non serve, chi li vede, però, giura

che l’amore esiste,

che è ancora tempo di speranza.

Ecco perché mi sono innamorato di Te.

VI domenica TO A 2020

6 pensieri riguardo “Signore degli Incompiuti (Matteo 5,1-37 ) Sesta domenica tempo Ordinario anno A

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