Non desidero altro

“Come una piuma la mia anima
fluttua fra due finestre – 
l’incertezza di Dio è il mio cammino,
la tua presenza è la mia imperfezione”. 

Non desidero altro; da: Nikola Madzirov, Ciò che abbiamo detto ci perseguiterà, Crocetti, 2025

Nell’incertezza di Dio mi muovo, fluttuo, tra due finestre, spazio pericoloso ed esposto a opposte vertigini. I suoi pensieri non sono i miei, le sue vie non sono quelle che intravedo io: questa è l’incertezza che non mi permette di dimenticarmi di lui. Anima galleggiante tra atteggiamenti per me incomprensibili.

È un Dio giusto, perché ha pagato quanto pattuito. Ma ingiusto con chi ha sofferto la pesantezza del lavoro. E io lo so che è una parabola e conosco a memoria i discorsi sul genere letterario e sulla funzione “trappola” di queste parole e che sono lì esattamente per provocarmi. Ci riescono. Dio sfugge alla comprensione. Giusto e ingiusto insieme.

È un Dio misericordioso, è vero: esce instancabilmente a “salvare” gli uomini dall’abbandono di non essere chiamati, è rete che raccoglie pesci. Ma è anche terribilmente duro contro chi mormora, contro chi non capisce, contro chi si sente derubato. Paziente e spietato, insieme.

Parola che rendono le mie parole piuma che fluttua tra due finestre. E la Sua presenza mi rimanda solo la mia radicata imperfezione.

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Non desidero altro – Pangea