Dal ventre di ogni istante (appunti, Trinità)

(Giovanni 16,12-15)
Trinità


Molte cose ho ancora da dirvi
…ma allora è vero che l’amore non finisce?
Che il roveto non si consuma?
Che la morte non avrà l’ultima parola?

Ma allora perché mi sembra di aver già ascoltato tutto, letto tutto, scritto tutto?

(Perché spesso non riesco a percepire il pianto neonato della vita che nasce?)

E tu, tu non eri mai stanco?
Non avevi paura?
Non avevi come l’impressione che non servisse a nulla stare, amare, perdonare, cercare di aver pazienza con dodici amici che provavano a fare i discepoli? O che fosse tempo sprecato quello nei dintorni del Tempio, non eri stanco di provare a scardinare le paure di cuori troppo religiosi che ti consideravano un’eresia?

Ma per il momento non siete capaci di portarne il peso
…ma allora vuoi dirmi che ci sarà un momento in cui si riuscirà a portare il peso della vita?
Un momento in cui non saremo schiacciati dal senso del fallimento e della solitudine?
Arriverà il momento della leggerezza per ogni cuore calpestato dal dolore?
Per le madri a cui stanno ammazzando i figli?
Per i padri umiliati dalla vita?

Davvero ci sarà un momento in cui lasceremo cadere a terra il giogo di essere costretti a vivere e ritroveremo il sorriso originario di quando tutto ci sembrava promettente?

Che poi forse per saper portare il peso della propria croce
alla croce
bisogna lasciarsi inchiodare,
e poi sperare
e consegnare
e farsi raccogliere,
come frutto maturo, dalla mano tremante e commossa del Padre.

O forse il peso della croce, il peso vero, lo sta portando il Padre, siamo noi a non sentire il Suo dolore, quello di un cuore divino inchiodato alla misericordia per ogni uomo, per ogni uomo, per la vittima e per il carnefice.

Forse ancora non riesco a credere a un Dio appesantito per amore.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità
Quindi verrà? Dici che viene, è venuto? Quel Dio camminante dal cuore delle cose, come un’alba cocciuta dal fondo di ogni notte.

Quindi la verità non è una cosa che si dimostra ma una realtà che si mostra?
Quindi dici che le cose non sono ancora del tutto mute?
Quindi ci chiedi di vivere bussando al cuore segreto del reale, ci chiedi di entrare nel mistero degli eventi come quando entrando nel sepolcro qualcuno vide la tua luminosa Assenza?
Quindi la verità non è altro che il venire del Padre dal ventre di ogni istante?

Trinitario è un mondo che partorisce il divino dal cuore di ogni cosa. Ma mi servono parole, e tanta fede, per rendere visibile il visibile!

Vi guiderà alla verità tutta intera
Ci stai dicendo che la nostra vita, questa nostra povera vita, ci sta chiamando per nome, ci sta prendendo per mano, e che dobbiamo fidarci?

(Io, di mio, credevo di essere pronto Signore, ho scritto migliaia di fogli sulla vocazione, mi sono illuso di aver mollato tutto per seguirti invece adesso lo sappiamo, la verità, quella verità, non era tutta la verità intera. Lo so che hai ragione. Ma è faticoso ammetterlo. Per la verità tutta intera serve una consegna senza limiti. Solo che le tue vie sono misteriose, incomprensibili. Solo che ho ancora tanta paura, e non riesco ancora a chiederti di portarmi dove vuoi tu, ma senza di te dove vuoi che vada?)

Egli mi glorificherà perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
Glorificare la vita è prendere da quel che è tuo e dargli nome? Così vivere nella Trinità significa lasciarsi abitare dallo Spirito che riconosce cosa, tra le trame della vita, è Tuo, e coglierlo, e dargli voce e farlo volare, come fosse un passero che ha fame di Cielo.

Così vivere nella Verità è immergersi dentro questa cosa complessa che si chiama vita sapendo che tu la abiti, da qualche parte in modo misterioso, a volte sorridendo come un raggio di sole che svela la beatitudine in ogni respiro, a volte piangendo come chinato sul dramma della storia, a volte silenzioso e nascosto come un amante discreto, a volte limpido e bellissimo come un sorriso.

A me, a noi, di chinarci sulla vita sapendo solo che tu sei, che tu ci sei, e baciare il corpo degli eventi, baciarne le carni profumate ma anche quelle lebbrose, baciarla la vita, perché è l’unico modo per prenderla, per assumerla, nutrirsi di lei e diventare, il più possibile meraviglioso annuncio, tua glorificazione.