Il cuore fradicio di stupore

(preghiera)

Terza domenica di Pasqua


Uscire, pescare, prendere nulla
nulla avere da mangiare,
e non farne un dramma,
come se Lui non ci fosse mai stato nelle nostre vite.

Più ancora
dandolo per scontato, e stare
nella vita arida, senza fame,
disarmando anche le nostalgie.

Nessuno a dire
“se ci fosse stato lui
avremmo miracolosamente pescato”
nessuno a dire.

Uscire, prendere nulla, rientrare
consolarsi del nostro niente,
lui è morto,
è giusto così.

Elevare la sua assenza
a condizione esistenziale
abituarsi alla vita così come viene, giustificarla
drammaticamente pacificarsi.

Rispondere calmi di “no”
alla Sua domanda
che non sconvolge nemmeno più,
non accorgersi nemmeno che sia sempre lui a torturarci il cuore.

Uscire ancora, ma quasi per abitudine,
riprendere il largo ma
in cuore sperare di prendere sempre nulla
per non dover ricominciare la fatica dello stupore.

Ma poi, davanti a una parola che genera vita,
tuffarsi, ancora, diventare pesce
nuotargli incontro
nell’alba abitata farsi pescare.

Stretta la veste attorno ai fianchi
un tuffo a mare
come bambino giocare
al gioco dell’amore.

Vuol dire questo vivere la fede?
Ridicolo commovente il cuore
zuppo di stupore,
fradicio di Lui.

Vuol dire questo?
Cedere a un Dio per nulla rispettoso
ai suoi assedi sulla riva dei nostri stanchi tempi,
scontare la dolce acuta condanna della sua presenza?

La fede alla fine è un fuoco di brace
il profumo del pesce
la fragranza del pane
se non ti commuovi per questo

non credere,
se non ritorni bambino, non credere
se non ti perdi, non credere
non puoi.

L’inferno è non cedere allo stupore
che la nostra deriva
sia abitata
dalla Sua profumata presenza.

Poi certo che nessuno
osava domandargli “chi sei?”
ormai bastava il pesce, ormai bastava il pane,
bastava finalmente stare.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 21,1-19

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».