Sono una persona sola

(pensieri spero preghiere)

(Giovanni 8,1-11)
Quinta domenica di Quaresima C



Ogni cosa si decide
tra il tempio e il monte degli Ulivi
tra il silenzio e la croce

per ora, una donna
in piedi
aspetta la certa condanna

scribi e farisei l’hanno circondata
sono assetati del sangue
del figlio dell’uomo che
seduto, incarna scritture sulla pelle della terra

perché ci credono
alla tradizione, alla religione
allo stesso Dio

tra misericordia e giustizia
violenza ed amore
nell’apparente innocenza
si gioca la macabra danza dell’errore e dell’orrore.

La donna tace
l’esercito religioso attacca
Cristo, come lei
sprofonda nel silenzio. I due sono già una persona sola.

Si possono aprire strade nel mare
tacendo?
Si possono inaugurare sentieri
in mezzo ad acque possenti dilatando Vuoto?

E poi gli scribi l’avranno almeno guardata negli occhi?
Avranno sentito qualcosa di simile alla pietà?
Avranno immaginato il suono sordo delle pietre contro la carne?
E l’odore del sangue?

Insistono invece
non mollano la preda,
e la preda è Gesù,
che si alza, come la donna:
sono già una persona sola

sono io l’adultera,
sembra dire,
sono io che amo i nemici
che mangio con i peccatori
che accolgo gli stranieri

sono io il senza peccato,
sembra dire,
ma voi non siete ancora pronti a lapidare me
non avete ancora il coraggio di macellare l’innocente

e di nuovo si siede,
a scrivere parole
decifrabili
solo dagli amanti

gli anziani se ne vanno
forse solo per furbizia,
forse perché davvero non è ancora tempo
di massacrare l’innocente che si crede Dio.

Cristo è seduto
ad accarezzare
la pelle di questa terra
allergica a una grammatica diversa
libera, coraggiosamente misericordiosa

poi si alza,
a prendere ancora il posto suo
che è quello della vittima,
si alza a liberare la donna
a prendere su di sé il delirio della vendetta

Ma tu vai,
nessuno ti ha condannata
vogliono me
sembra dire

sarò io a prendere ogni pietra
ad affogare nel sangue
il delirio di onnipotenza dell’uomo
ad aprire una strada,
uno spiraglio di luce verso l’Eterno.

La donna si incammina
verso un futuro che sembrava impossibile
e sembra già di vedere
il Cristo nel giorno della Resurrezione.
Come fossero una persona sola.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 8,1-11

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».