L’uomo pienamente libero

(pensieri preghiere)

(Luca 4,1-13)
Prima domenica di Quaresima C


Non lascia altro spazio
che non sia d’Amore
l’immersione nello Spirito

battezzato nella libertà
con il Giordano ormai alle spalle
non resta che il cammino

ora la strada è davvero
inevitabile
per l’uomo
pienamente libero
l’esodo sarà finalmente definitivo

serve un deserto:
il Cristo lo trova,
lo abita,
lo lascia maturare
quaranta giorni
quarant’anni: una vita.

Finalmente ha fame
un faraone risvegliato pretende di stare al mondo
il Cristo ha imboccato la ferocia di un’assenza

lo sa che serve sentirlo bruciare dentro
il vuoto
lo sa che la libertà deve fare male

e se la fame non arriva
non mangiare nulla,
sfidarla la morte
chiamarla in appello
o tutto o niente.

La lotta è inevitabile
il diavolo
a dividere
a spezzare
a frantumare

e l’uomo libero
a lasciare che i frantumi rimangano tali
nessuna divina sutura dorata,
che il pane rimanga pane
e la pietra tale
la fede è taglio.

Cristo sa che l’uomo non può vivere di solo pane
ma può diveltarlo
pane
alla fine
per tutti

libertà è
carne trasformata
in eucaristico dono.

Il diavolo
lo conduce in alto
dove lo sguardo si dilata
e il potere cambia nome

lo chiamano servizio,
responsabilità,
perfino amore lo chiamano,
investiture,
cardinalizi giuramenti di
umilissima obbedienza
la parola travisa

ma il potere è
condannato
alla potenza

resiste l’uomo libero
Cristo non cambia nome al reale
svuotato accetta il confronto
e regna,
perfettamente impotente

unico miracolo
possibile è la conversione
intima e totale della propria vita

consegnarsi regalmente
a divina debolissima
onnipotenza

come dall’alto della croce
dove il male ancora inchioda l’innocente
e nessuna rivoluzione pare in atto
se non per gli adoratori dell’unico Padre,

a lui consegnare la propria libertà
a lui solo,
e perdere tutto
e perdere finalmente sé stessi.


Gerusalemme
città santa
il punto più alto del tempio
come rimanere liberi dalle
folli interpretazioni di Dio?

Imparando a non
sfidare gli angeli

inciampando invece
nelle pietre
cadendo ad ogni passo
incespicando
zoppicando

via crucis
è la vita
che ci trasforma
in angeli ammaccati
messaggeri
inascoltati
derisi portatori di
strabilianti annunci

bello
terribile:
l’angelo è messo in croce

candido il sangue
sulle ali

L’uomo finalmente libero
è un angelo deriso
una corona di spine

un corpo immolato
che resiste
alla vera terribile tentazione:
quella di smettere d’amare.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4,1-13
 
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.