Irragionevole amore (preghiera)

(Luca 6,27-38)
Settima domenica Tempo Ordinario C


A voi che ascoltate, io dico…
a voi che continuate ad ascoltare,
a voi che la follia delle Beatitudini non ha impaurito il cuore,
a voi che non potete fare a meno di me,
a voi che non volete essere solo consolati,
a voi che bramate parole che sappiano scalfire la tranquillità

amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male
a chi vive così intensamente da crearsi anche nemici,
a chi vive portandoseli dentro i propri nemici,
a chi è nemico di sé stesso,
a chi accetta di poter essere il nemico della felicità del fratello

a chi è capace di provocare odio,
a chi si arrende a una fede che scortica,
a chi ammette di saper odiare e si scopre a maledire la vita,
a chi non si crede nelle condizioni di poter pregare

a voi io offro
la dolorosa via della gioiosa libertà:

esponete la guancia al vento
a disinnescare di folle stupore il dogma della vendetta,
spogliatevi della tunica
per camminare finalmente nudi
come i matti,
gli amanti,
aprite le mani a lasciare che le cose
volino lontano
sconfiggete l’accumulo
tanto caro ai cuori impauriti.

Vivete la vita che vorreste,
anticipate il bene possibile,
siate visionari delle storie che ancora non sono
e che forse mai ci saranno se non nelle vostre pupille,
tendete a caso agguati d’amore
e alla fine restatene impigliati.

Spandete gesti inconsulti di gioia,
irridete il calcolo,
fatevi compatire volentieri
da chi si crede equilibrato.

Vivete la vita sapendo che nulla vi è dovuto
perché tutto ti vi è già stato dato,
che nulla dovete dimostrare
perché tutto è già stato salvato.

E ridete
ridete forte
della vostra indispensabile
inutilità.

Sia la misericordia la vostra linfa,
non vi venga mai in mente di condannare,
compiangete i giudici
inventatevi scuse per poter perdonare
anche senza apparente motivo,
sappiate vivere in perdita.

Ma soprattutto non dimenticate
che io
io solo,
il Signore vostro Dio,
sono così,

voi state
a bocca aperta
stupiti come uccellini in un nido

lasciatevi imboccare
e baciare
e non lo giudicate male
questo vostro Dio
dall’irragionevole amore.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,27-38

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.
Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».