Nei tuoi occhi la fame delle folle, la loro pena d’esser nati
così diventasti montagna, seduto per sempre al centro dei nostri dolori
Ti avremmo trafitto al cuore con legno di croce e tu lo sapevi nostro Golgota
dissanguato dal giorno delle Beatitudini
Dalla roccia sgorgarono arterie di folle sapienza
Solo un Crocifisso poteva osare l’elogio della povertà, rendere credibile il giuramento di non arricchirsi mai
Solo il Trafitto poteva accarezzare ogni lacrima, infilarla come perla preziosa orazione che non conoscerà mai sosta
Solo il Massacrato avvolto dal lino della propria irrinunciabile mitezza poteva celebrare l'insensato perdono
Solo il Giusto dissanguato dal potere poteva beatamente saziare chi con coraggio avrebbe sempre rifiutato ogni forma di comando
Solo l’Accusato ammazzato dal rancore dell’invidia poteva osare il miracolo della compassione
Solo il Lacerato dal cuore puro poteva trasformare il delitto in sorgente di sangue e acqua
Solo chi muore appeso a una croce può parlarmi di pace solo chi è perseguitato può parlarmi di Dio solo chi paga con la propria vita può stare in silenzio e trasfigurare al mondo la Beatitudine d’esser Figlio
(Solo Tu mi sei credibile beato martire dei martiri)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».