Condivisione di acerbi pensieri

Ventinovesima domenica Tempo Ordinario anno B
(Marco 10,35-45)
NIENTE VOLERE
“Vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo”
Camminate invece
sulla strada del niente volere,
lì dove nessun desiderio
è cattivo o buono,
dove non si vuole finalmente più,
dove muoiono sulle labbra
le richieste,
perché nulla serve
quando ogni cosa raggiunge l’essenza.
Sulla strada del niente volere
privati di noi stessi,
finalmente saremo,
semplicemente saremo
e Lui in noi,
altro non è beatitudine.
NIENTE SAPERE
“Voi non sapete quello che chiedete”
Voi non sapete ancora
che non ha più senso chiedere
nessun senso implorare
nessun senso elemosinare?
Davvero ancora
non sentite che
siamo già eternità nell’Eterno?
Voi non sapete
quello che chiedete
perché è cessato il tempo di domandare Dio,
di reclamare la Verità,
di importunare la Parola.
Concluso il tempo dell’infanzia
ora siete
per me,
con me,
in me:
è giunto il tempo,
ed è questo,
tempo che da oggi ha svelato d’essere eterno,
di diventare Lui. Di lasciarlo
libero in noi.
Ma ancora non credete?
Ancora non mi credete?
Voi non sapete quello che chiedete
non esiste un posto
un luogo
un privilegio
che possa essere la tana di Dio.
Perché esso è
ovunque,
anche nella morte,
basta cedere,
credere,
all’evidenza.
NIENTE AVERE
“Chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti”
Schiavo della vita,
perché in tutta la vita,
in ogni buio
risplende Dio.
Nulla avere
da difendere,
nulla avere
da pretendere,
aprire le mani
e lasciar fluire
il Tutto in ogni cosa.
Nulla avere,
ma lasciarsi
finalmente andare.
E respirarlo
ad ogni istante.
Semplicemente grati di Lui.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10,35-45
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».