Corpo di Cristo. Ripudiato. Prima parte

prima parte

Corpo e Sangue di Cristo anno B

 

l primo giorno degli àzzimi, quando si immolava la Pasqua…

Signore aiutami a rendere azzimo il mio vivere. Non è più tempo di far lievitare i miei pensieri in uno spreco d’indecisioni. Non è più tempo di lasciar fermentare la farina dei miei sogni, la vita ha già operato le sue giuste cesure, quasi tutte le strade mi sono finalmente precluse. Che sia da adesso essenziale il mio pensiero, misurato, secco.

Vorrei imparare a vivere come uno che deve partire da un momento all’altro. In attesa di un appello, di una chiamata, di una liberazione. Della morte insomma.

Azzimi come pani preparati di fretta vorrei diventassero le parole che mi restano da pronunciare, i pochissimi amici da amare, i rari libri da leggere, i pensieri che val la pena di pensare, i sogni da accantonare. Azzimi i discorsi. Anche sulla Chiesa. Anche nella chiesa. Che non ne posso più delle troppe parole, di questo carnevale d’insulti e di scuse. Che basterebbe amare una persona alla volta, sapendo che è unica e che tu ci danzi dentro. Ma continuiamo a sragionare per categorie, senza esporci mai davvero. Senza amarci sul serio. Perdendo l’essenziale.

A me interessi solo tu, sapere che sei qui vivo e adesso, in me e in ogni essere che respira. Non è più tempo per le polemiche, non è più tempo di difendere le istituzioni o di dar loro troppo peso, è tempo di lasciarsi finalmente crocifiggere in te. Con il tuo figlio, corpo di un Dio ripudiato. A me interessa che si possa essere Pasqua in te, e come fare esperienza qui di vita risorta, e sperimentare la misericordia, quella vera. E finalmente fare silenzio.

 

i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».

Signore vorrei solo imparare a preparare, vorrei che ci fosse preparazione alla mia deposizione in ogni gesto. Un rito funebre, o di resurrezione, incessante. Vorrei finalmente imparare la lentezza, e la solennità. Vorrei piegare la tovaglia, rifare il letto, celebrare l’eucarestia, camminare nel bosco, scrivere e leggere, infornare il pane… come se tutto fosse una solenne preparazione della mia pasqua. Preparazione come esercizio, deciso a consegnare la vita all’Eternità. Vorrei diventare io stesso pane, e lasciarmi mangiare da te. Vorrei imparare a inchinarmi nel cuore segreto del creato per scivolare lentamente in Te. Per sempre.