TUTTO E’ VIGNA

(Matteo 21,33-43)

Ventisettesima domenica Tempo Ordinario 2023

Tutto sarà vigna, in ogni incontro vedrò la cura di chi semina e protegge e spera e affida. Ad ogni passo ogni cosa profumerà del vino buono dell’alleanza, nulla rimarrà estraneo, nulla incolto, nulla fuori di te.

Tutto sarà vigna, anche io, innestato per sempre nella cosmica tua presenza, torchieremo vita da ogni acino e il mosto dell’eternità sarà la nostra unica bevanda.

Tutto sarà vigna, i tuoi servi che in obbedienza al tuo sfrontato bisogno d’amore non smetteranno mai di credere alla bontà del cuore umano.

Tutto sarà vigna, il sangue in vino frutto della loro folle e caparbia fiducia di farti riconoscere.

Tutto sarà vigna, anche i contadini, anche loro, anche quelli che ti hanno ammazzato prima i servi e poi il figlio, anche coloro che credono che l’eredità necessiti d’esclusività, anche il carnefice sarà vigna, anche tutto ciò che io, per mancanza di fede, credo non sia ancora abitato da Te.

Tutto sarà vigna, perché già lo è, e io finalmente mi arrenderò, e ti riconoscerò presente anche nel rifiuto, nella notte, in ciò che sembra la negazione di Dio.

Tutto sarà vigna, anche la morte, perché nulla può negare l’amore.

Tutto sarà vigna, finalmente anche io mi convertirò, ma fino a quel momento ti prego, continua a strapparmi il regno di Dio e donalo a chi già ne produce frutti, fino a quando continuerò ad immaginare un padrone che maldice l’assassino, fino a quando mi ostinerò a cercare colpevoli fuori di me, fino a quando mi scoprirò a sperare in un padrone che fa morire miseramente il colpevole in nome di ciò che io mi ostino a chiamare giustizia invece di vendetta, fino a quando mi sentirò arruolato da un padrone che umilia il traditore, fino a quando mi ostinerò a non voler credere che tutto, tutto è già salvato in te, anche la mia miseria. Fino ad allora, ti prego, fai esplodere in me, per me, le tue parole: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca frutti. Fino a quando non si apriranno i miei occhi, fino a quando vedrò il mondo come lo vedi tu, dall’alto di una croce, crocifisso alla misericordia, fino a quando io stesso, scarto per me stesso, sarò trasfigurato in te, mia dolcissima pietra d’angolo.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 21,33-43

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio!". Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: "Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!". Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
"La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d'angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi"?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».