Nel punto caldo (la sfrontatezza di nascere)

una pagina di LETTERE trasformata in poster progetto di Herbert Bussini


La vita non si è annunciata una volta sola, la vita non ha mai smesso di annunciarsi perché la cecità è recidiva. E quando torna è peggiore della prima.


Credere all’annunciazione non è difficile quando tutto ti parla di inizi, difficile è farsi trovare aperti e disposti alla fine, quando il grembo è rigido e la delusione alta e il frutto non c’è più, e nemmeno ci sei più tu, amato mio Giuseppe.


Quando non si crede più negli angeli, quando sì è masticato troppo buio, quando gli amici hanno tradito, bisogna squarciarlo a forza il velo della cecità, bisogna strapparlo con i denti, o con le lacrime, con una qualche cocciutaggine di vita, una specie di istinto di sopravvivenza: perché si vorrebbe tenerli chiusi gli occhi, alla fine. Sul Calvario il velo si è squarciato ma angeli non ne ho visti. E tu non eri più. Come credere nell’annunciazione?


Ma è proprio sul Golgota che ho scoperto che non bisognava più cercare in alto ma in basso, sotto il cuore, nel punto caldo da cui la vita trova il coraggio e la sfrontatezza di nascere, nel punto più intimo dove rimane il ricordo di te, come un caldo di tenera brace, lì, dove rimane tutto l’amore fatto, tutto.

Tratto da LETTERE


LETTERE è in stampa, per la prenotazione manda una mail a: ordinideho@gmail.com

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