Riesci a farne a meno? Ventitreesima domenica anno C

bosco madonna del monte 5 settembre 19

foto: Bosco Madonna del Monte Crocetta, 5 settembre 19

Liturgia Parola 23 TO C

Riesci a farne a meno?

XXIII domenica del Tempo Ordinario C

(Sapienza 9, Luca 14)

 

E in quel momento la folla si accartoccia su se stessa, muscoli e cuori diventano groviglio, colti di sorpresa, stavano solo camminando, a volte l’amore procede per inerzia e i pensieri è normale che possano vagare, a volte non è che ci si chiede il senso di tutto e no non abbiamo le idee chiare ma è ancora presto, stavamo solo camminando, curiosità, senso di appartenenza, non stavamo facendo niente di male… lo sguardo di Gesù ferma tutto. Si volta e li guarda e quell’animale in cammino inciampa su se stesso e si arresta, Gesù li guarda con tenerezza decisa. Quel corpo fatto di folla intanto si sta già sbriciolando: ognuno torna a essere solo se stesso. Gesù non fa paura, sembra quasi voglia iniziare a piangere. Sembra indeciso sulle parole da scegliere. Sembra che tema di non essere capito. No, è sicuro, non verrà capito. Ma lui li ama e lo sa che quello che sta per dire è per loro possibilità di una vita buona.

            Nello sguardo di Gesù c’è tutta la prima lettura di oggi, libro della Sapienza: “i cammini dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni” ricordalo, sembra dire, ogni uomo è solo questo: timidezza e incertezza, che non sono malattie come la società vuole farci credere, non sono difetti, è quello che siamo, non lasciare che una folla, anche incamminata dietro a Dio, ti convinca del contrario. Rimani timido e incerto e senti il peso di quel “corpo corruttibile” che sei e di quella “tenda d’argilla che opprime una mente piena di preoccupazioni”. Tu sei questo amore mio, tu sei questo, non fingere. Puoi essere discepolo solo a partire da qui. Si volta Gesù, a regalarci la verità. Noi siamo questo. Niente di più niente di meno.

            Rinuncia alla forza, rinuncia alla chiarezza, rinuncia, lascia andare, alleggerisciti, liberati, non hai altro da imparare in questo tragitto tragicomico che è la vita, rinuncia a tutto, cammina leggero, respira via le pesantezze, solo questo mio piccola creatura timida e incerta, te la senti? “Così chiunque di voi non rinuncia ai suoi averi non può essere mio discepolo”.

            Rinuncia al padre e alla madre e a tutto quel passato che chiede da te solo una stanca replica dell’esistente. Alleggerisciti dalle attese di chi ti ha messo al mondo, lo fanno per il tuo bene, sono innamorati di te, vorrebbero il meglio ma non possono capire, non chiedere loro di comprendere ciò che perfino tu non hai chiaro, solo alleggerisciti, perché se mi segui fino in fondo cambierai così tanto da non riconoscerti più e sarai solo e se non ti sarai già liberato dal peso del vincolo con chi ti ha generato ti sentirai doppiamente solo, e smarrito, e incompreso, e maledirai il giorno in cui hai deciso di seguirmi.

“A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata di mano…” (Sapienza), nemmeno chi ti ama capirà fino in fondo, allontanati dalla perversa convinzione che chi hai scelto come compagno di vita possa capirti totalmente, a stento si immaginano le cose della terra, il mistero del viaggio di un uomo sulle strade dell’Amore è incomprensibile. Ama chi hai accanto ma abbi cura di lui, non pretendere troppo, c’è uno spazio che è solo tuo e mio e nessuno può entrarci. Quando prenderai la forma della croce, una forma che sarà solo tua perché tua è la croce da portare e tua è la forma che darai all’amore, rinuncia alla pretesa che i fratelli capiscano, e rinuncia pure tu a capirla la vita. Sei disposto a questo? Sei disposto a rinunciare al sogno che hai fatto su di te? Sei sicuro di non poter fare a meno di questa follia che si chiama vangelo? Sei disposto a perdere, a perderti, a vivere leggero in nome della libertà? Sì, la croce è solo questo, vivere liberi.

È farsi spogliare, dopo essere stato giudicato colpevole di non aver abbassato il capo davanti al potente di turno. È essere riconosciuti colpevoli di aver deluso le folle. È scegliere di morire da uomo libero ma anche terribilmente solo, morirai con il dubbio di aver sbagliato tutto e senza il conforto di nessuno. Sei disposto a questo?

            Gesù guarda negli occhi la folla, guarda negli occhi noi, capisce bene che la proposta è bruciante, che è rischiosa ma lo sa, è bellissima, ed è possibile. Ed è per tutti, per me e per te, non serve altro che lasciar andare, anzi, lasciarsi andare: come quando si fa l’amore. Come quando ci si fida delle promesse, come quando si scivola via dalle paure.

Discepolo è colui che molla la presa su tutto e lascia che la logica del Vangelo cambi la vita, la cambi così tanto da renderla incomprensibile. In nome della libertà.

Lasciare ogni risentimento perché quando sei crocifisso puoi volare ad ali spiegate oltre il cielo del rancore, della vendetta, della rabbia. Quando sei crocifisso non hai più tempo per odiare e il perdono, non è atto di bontà, è atto di chi ha mollato la presa dal rancore, è atto di libertà. Non capiranno i genitori, né le mogli, né i figli, nemmeno tu lo capirai dovrai solo sentirla la leggerezza che ti prende dentro quando senti di morire senza odiare nessuno.

            Solo per la libertà, quella che a braccia crocifisse fa volare oltre le logiche del successo e del fallimento, ad un’altezza e ad una leggerezza mai viste prima, da dove semplicemente non ha senso chiedersi se la vita vissuta è stata da vincenti o da perdenti; alleggeriti dal peso della competizione potremo finalmente solo commuoverci accorgendoci che nella vita, pur da timidi e insicuri, pur sbagliando, abbiamo amato qualcuno così tanto da preferire lui a noi stessi. Tutto il resto è peso per schiavi. Libero è chi ama.

            Solo per la libertà, ci faremo crocifiggere solo per la libertà di poter mostrare finalmente la nostra nudità, così come è, e non ci sarà niente da nascondere, avranno vergogna solo le persone che ci amano, loro non possono capire cosa vuol dire volare oltre la logica della perfezione. Saremo liberi perché finalmente potremo mostrarci vulnerabili. Solo per la libertà si prende la propria croce, la libertà di poter guardare il mondo dall’alto ma con compassione.

La domanda che Gesù spinge nel cuore della folla immobile e sorpresa è: ami così tanto la libertà da accettare di andare fino in fondo? Pensaci bene, non esistono mezze misure, è come costruire una torre o la finisci o meglio non cominciarla, fermarsi a metà ti lascerebbe più solo e arrabbiato. Ami così tanto la libertà da vincere quella guerra contro chi, per amore, dirà che stai buttando tutto all’aria? Ed è domanda che fiorisce dagli occhi umidi, commossi, dell’uomo libero.

XXIII TO C

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