Grazie Veglia Pasqua

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Veglia Pasqua Liturgia Parola

Grazie

(Letture Veglia Pasqua)

Pasqua

Grazie Signore per la luce del giorno e per le tenebre della notte, grazie per le acque che scendono dal cielo e per quelle che si raggruppano nel mare, grazie per la terra, per i suoi frutti, per i suoi deserti, per le sue aridità. Grazie per gli alberi, grazie per gli animali, grazie per le stelle. Grazie per il sole e per la luna. E grazie anche per l’uomo. E forse questo è il ringraziamento più difficile. Grazie perché in ogni cosa, in ogni istante, se facciamo silenzio, sentiamo il suono che svuota ogni altro suono e che tutto riempie, sentiamo la Parola silenziosa e viva nelle cose. Grazie per Genesi, che sempre ci racconta di noi.

Grazie per Abramo e per Isacco, grazie per il coraggio che hanno avuto, arrivare al limite senza morire, vedere la lama ma fermarsi un soffio prima del sangue. Solo chi arriva al limite può dirsi capace di amare.

Grazie Signore di Genesi perché hai abolito ogni idea di sacrificio, grazie perché l’unico miracolo che chiedi è quello di slegare, di lasciar andare, liberi. Grazie per i figli che si slegano, grazie per i padri che non trattengono e grazie per tutte le delusioni che possono nascere in questo infinito legame di vita.

Grazie per Mosè e per la sua mano a dividere le acque del mare, grazie a chi ha scritto quei testi così carichi di orgoglio e di immagini. Grazie perché se leggiamo bene, sotto il frastuono e le grida di vittoria, c’è il racconto di un mare che si apre, di acque che lasciano passare vita.

Grazie perché se sappiamo abbassare i toni, in quelle pagine di Esodo, sentiamo ancora tutta la tenerezza di chi rompe le acque per venire alla luce. E’ il vagito di un popolo.

Grazie perché in quella pagina ci sono tutti gli smarriti che trovano traccia di cammino in mezzo alle onde del dolore e dello smarrimento. Signore donaci occhi visionari, sognatori, profetici, donaci occhi capaci di vedere una strada in mezzo al mare, perché finché non la crediamo lei non sarà.

Grazie Isaia, perché fai giurare Dio. Lo fai giurare di non abbandonarci mai, nonostante la nostra incapacità evidente all’amore. Grazie perché osi mettere sulle labbra di Dio un canto d’amore che altro non è che la sua dichiarazione di compromissione con noi. Grazie Isaia per il profilo di questo Amante Divino compromesso per amore.

Grazie per quel tuo grido di gratuità, grazie perché ci ricordi che la vita non si compra e non si vende, è. E basta questo per essere felici. Grazie perché ci inviti alla ricerca del Suo volto. Gratuito non significa facile, gratuito non significa banale o scontato. Aiutaci a cercare non solo ciò che ci serve ma anche ciò che ci viene donato.

Grazie al profeta Baruc, grazie per come ci ricorda che la morte contamina il cuore. Liberaci da discorsi di morte, da parole di morte, da pensieri di morte. Donaci di imparare di nuovo l’alfabeto della pace, quello che ci permette di comprendere che il vero straniero, quello che dovrebbe davvero far paura, quello con cui non dovremmo contaminarci non è fuori ma dentro di noi.

Grazie Ezechiele, grazie perché hai raccontato con lucidità la follia d’amore divina. Noi, popolo che profana la bellezza con l’egoismo e lui, il Signore, a dire ancora che il mondo crederà a Dio vedendo la bellezza del suo popolo. Un Dio che non si mostra mai al mondo se non dentro le trame, incerte, dell’umano.

Grazie a San Paolo, perché nella metafora battesimale traccia la nostra traiettoria di speranza: morire con Cristo per risorgere con Lui. A noi portare questa speranza a chi non vede speranza, a chi crede che sia tutto finito, a chi cede alla seduzione della morte. Noi moriamo per nascere, se amiamo, il nostro destino è in Lui.

Grazie alle donne del vangelo, grazie perché hanno amato, grazie perché dove tutti vedevano buio e morte loro hanno visto alba e possibilità. Grazie per il loro profumo e per le loro mani delicate. Grazie per il loro coraggio ad entrare nel sepolcro, grazie per il volto chinato per la paura. Grazie perché hanno creduto all’amore e lo hanno raccontato.

Grazie alle donne che non smettono di narrarlo.

Grazie perché ci ricordano che credibile è solo un cuore innamorato.

Grazie alla Parola, perché per attraversare la notte serve una storia da raccontare. Per andare da morte a vita serve una storia che ci racconti.

Pasqua messa veglia

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