E non scandalizzare la benedizione Maria Madre di Dio C

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Liturgia Parola maria madre di dio

E non scandalizzare la benedizione

(Numeri 6)

Maria Madre di Dio anno C

 

Il Signore parlò a Mosè e disse. Parla ad Aronne. Ai suoi figli. Così benedirete i suoi figli.

E Mosè non la interrompe.

Nemmeno Aronne la interrompe.

Molto più facile farsi interpreti di maledizioni che di benedizioni, la grandezza dell’uomo invece è non intromettersi nelle storie d’amore, nelle benedizioni non intromettersi mai. Ma lasciarsi attraversare dall’Amore senza trattenerlo, senza fermarlo, senza diventarne scandalo (perché unico vero scandalo è occultare all’uomo la passione divina).

Mosè non la interrompe e nemmeno Aronne e la benedizione allora piove sui figli, su ogni figlio, come pioggia e neve, come Misericordia da un Crocifisso radicato in cuore di morte. Come le lacrime di chi ama. Non interrompere l’amore è la nostra unica chiamata.

Se il Padre canta il suo amore insensato per i figli, se il Padre aspetta il figlio che altri chiamano perduto, se il divino Amante si lascia accarezzare i piedi da mani che altri reputano capaci solo di godimenti peccaminosi a noi, Signore, è solo chiesta la saggezza di Mosè e di Aronne: non interrompere benedizioni, che l’Amore ci attraversi, che nessuno osi mettere in dubbio il tuo cuore. Che nessuno scandalizzi la benedizione. Che la Chiesa, che ogni uomo e donna di chiesa, che ogni brandello di comunità possa imparare a lasciarsi attraversare senza pretese di comprensione, di esclusività, di manipolazione, dal folle amore divino.

Ti benedica e ti custodisca

Non basta benedire, non bastano parole buone, nemmeno fossero dolci come il miele. Non basta dire bene della vita, cantarne le sfumature, non basta dire bene degli uomini, vederne le potenzialità. Tanti seduttori sono lupi vestiti da agnelli, tanta falsità dietro le apparenze. Non basta benedire. L’amore non si accontenta di parole buone, l’amore vuole anche custodia. La pretende. Se parli bene di me pretendo che tu ti prenda cura della mia storia. Troppo facile benedire senza la cura.

Uscite allo scoperto professionisti dell’adulazione: dimostratemi come vi state facendo carico delle mie fragilità. Come state vicino alla mia vita? Desiderate davvero, come dite, che io non mi faccia male? No, non parlare bene di me se in cuor tuo hai vergogna di come sono e di quello che faccio. Sono pericolose le benedizioni di chi ha le mani pulite, di chi non si compromette.

            Ti custodisca. Che non ci sia più nessuna benedizione privata dell’atto del custodire. Solo ciò di cui ci prendiamo cura è benedetto davvero. Parlare bene degli altri può essere una maschera.

E non ci sia più nessuna custodia senza benedizione, senza parole che sappiano dire il bene di ciò che curo. I nostri mutismi sono pericolosi, saper dire bene delle persone che amo non è ingrediente secondario, è ciò che rende buono il pane.

Benedire ciò di cui mi prendo cura, almeno per non abituarmi, almeno per ricordarmi che non sono io quello buono, che non sono io il soggetto, che non è mio il merito. Io mi prendo cura perché tu sei bello, ed è giusto così. E allora dico bene di te, mentre mi curo di te.

            Il Signore faccia risplendere per te il suo volto

Il Signore si illumini solo per te. Non sia solo luce spalmata come aurora su ciò che esiste. Non sia solo volto rivolto all’umanità. Sia per te. A favore di te. Rivolto al tuo volto. Io non riesco ma Lui sì, a farti sentire che è proprio te che ama, proprio me. Proprio in quelle pieghe così imbarazzanti del nostro carattere, proprio me e te che siamo così bravi a prometterci di cambiare e poi non cambiamo mai. Proprio me e te, con tutto il male che volenti o nolenti abbiamo seminato a caso, con troppa generosità. Proprio me e te ama, su di noi la sua luce, siamo illuminati, guardati da occhi luminosi, come un padre che quando guarda il suo bambino è perfino ridicolo, non ha occhi che per lui. Ecco iniziamo quest’anno illuminati dal Dio papà ridicolo e fiero di me e di te.

            E ti faccia grazia

Non una grazia, non tante grazie. Si eclissi per sempre la tentazione del divino materialismo che riempie di regali i buoni e i fedeli, il divino che protegge dalle disgrazie. Ci faccia grazia, non ci faccia “la” grazia. Quest’anno che va ad iniziare sarà come dovrà essere, porterà in cuor suo liturgie di bene e di male mischiate a caso, ma almeno ci trovi più graziosi. Più capaci di farci grazia verso gli altri. Parole graziose. Sguardi graziosi. Silenzi graziosi. Diventare graziosi è lasciarsi attraversare dalla benedizione e dall’amore e dalla luce e non fermarla davanti a niente e a nessuno. Non fermare la grazia. Pieni di grazia saremo noi quando ci lasceremo abitare dalla passione di Dio all’uomo.

            Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace
E ci sia finalmente pace. Che non sarà assenza di conflitti. Non sarà immobilità. Non sarà calma piatta. La pace è un modo di camminare senza sbranare il terreno. È un modo di giudicare senza mortificare. È un modo di confrontarsi senza creare nemici. È un modo di dire “basta” ma senza astio. Pace è sentirsi parte di un Creato e sentirsi responsabili. Pace è ringraziare ogni essere vivente. Pace è non sfruttare mai. Nessuna persona, nessun animale, o l’acqua. Nemmeno l’aria.

            Pace è camminare in punta di piedi.

            Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò

Il nuovo anno porti il Suo nome su di noi. Ma sia un nome nuovo, capace di non replicare il passato, capace di stupire. Un nome che nessuno si aspetta. Un nome di Dio capace di lasciare a bocca aperta. Un nome che non è usato o bestemmiato, non brandito o violentato. Un nome che sia solo una scusa per benedire il Creato.

Quest’anno Signore usa i nostri nomi, usa le nostre vite per benedire il mondo, abita i nostri gesti. E chi tu benedirai noi benediremo. E chi amerai ameremo anche noi. E saremo noi la luce tua. Lascia che ogni giorno dell’anno arrivi con la sua bellezza e la sua fatica, non cambiare nulla di ciò che sarà, cambia noi. Che possiamo ricominciare a benedire il mondo a nome Tuo.

Maria Madre di Dio 2019 C

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